Chi ama l’estate fatica ad arrendersi a questo cielo grigio. L’autunno arriva, porta con sé il ricordo dell’inverno e viene spontaneo desiderare ancora un po’ di sole, di luce, di quella stagione che sembra non bastare mai. Ma il maltempo che ha colpito Marsala e Petrosino il 9 ottobre, con una violenta tromba d’aria, danni e feriti, ci ricorda che il problema va oltre il cambio di stagione: i fenomeni estremi possono sorprenderci anche quando pensiamo di conoscere il ritmo del tempo.
I tornado sono davvero in aumento? Non esistono prove conclusive di una crescita generalizzata in tutta Europa. Oggi, però, radar, telecamere e smartphone permettono di documentare eventi che in passato potevano sfuggire. Uno studio del CNR ha censito 445 tornado in Italia tra il 1990 e il 2021, individuando diverse aree esposte, anche nel Sud.
E quanto c’entra il cambiamento climatico? Il riscaldamento globale è una realtà scientificamente accertata e contribuisce all’aumento delle ondate di calore e, in molte regioni, delle precipitazioni intense. Mari più caldi possono favorire condizioni propizie a temporali violenti, ma non basta questo per attribuire al clima ogni singolo tornado.
Nel Trapanese, il maltempo era stato previsto dalla Protezione civile, che aveva segnalato temporali intensi e forti raffiche di vento. Prevedere con precisione dove e quando si formerà un tornado, tuttavia, resta estremamente difficile.
Forse non dobbiamo avere paura dell’autunno, né rimpiangere il sole come se fosse già un ricordo lontano. Dobbiamo però imparare a leggere i segnali del tempo che cambia. Perché amare l’estate significa anche desiderare che il mondo in cui viviamo resti un luogo in cui le stagioni sappiano ancora sorprenderci, senza trasformarsi in una minaccia.
Tornado in Sicilia, il clima cambia: sono davvero aumentati i fenomeni estremi?
